Che cos’è un trattamento ortodontico? Riconoscere e affrontare le malocclusioni dentali
Le malocclusioni dentali rappresentano uno dei motivi più frequenti per cui un bambino può necessitare di un trattamento ortodontico. Si tratta di alterazioni nel modo in cui le arcate dentarie si incontrano o nella posizione dei singoli denti. Questi squilibri, se non riconosciuti in tempo, possono influire sulla masticazione, sulla respirazione, sulla postura mandibolare e, nei casi più marcati, anche sul linguaggio o sulla crescita armonica del volto.
La crescita delle ossa mascellari e dei denti avviene in modo graduale e attraversa una lunga fase di transizione, che va dalla dentatura decidua fino alla completa dentatura permanente. È proprio durante questo periodo che possono comparire i primi segnali di una malocclusione, spesso sottili e non immediatamente evidenti. Comprendere la natura di questi problemi e riconoscerli con prontezza è il primo passo per intervenire nel momento più favorevole dello sviluppo del bambino.
Le malocclusioni più comuni nei bambini
Tra le malocclusioni frequenti in età pediatrica, il morso aperto si manifesta quando i denti anteriori non entrano in contatto durante la chiusura della bocca. Questa condizione è spesso legata a comportamenti come il succhiamento del dito, del ciuccio o biberon e la conseguente abbinata spinta linguale. I bambini con morso aperto possono avere difficoltà nel mordere alimenti più consistenti e possono presentare una leggera alterazione nella pronuncia di alcuni suoni.
Il morso profondo, invece, è caratterizzato da una copertura eccessiva dei denti inferiori da parte di quelli superiori. Questa chiusura accentuata può generare irritazioni gengivali, usura dei denti inferiori e tensioni muscolari nella zona mandibolare posteriore. È generalmente riconoscibile osservando il sorriso del bambino, nel quale i denti inferiori risultano poco visibili.
Un’altra condizione diffusa è il morso inverso, o crossbite, anteriore o posteriore nel quale alcuni denti superiori chiudono internamente rispetto a quelli inferiori. Se trascurato, può influire sulla crescita delle ossa facciali e portare ad asimmetrie del volto. Talvolta può essere notato perché il bambino tende a masticare sempre da un lato o perché la mandibola devia leggermente durante la chiusura.
L’affollamento dentale rappresenta una delle situazioni più comuni durante la permuta dei denti. Quando lo spazio nelle arcate non è sufficiente, i denti tendono a crescere ruotati, sovrapposti o disallineati. Questa irregolarità può rendere più complicata l’igiene orale, aumentando il rischio di carie e infiammazioni gengivali.
Infine, il diastema, ovvero lo spazio visibile tra due denti (di solito gli incisivi superiori), è frequente nei bambini e spesso transitorio. Sebbene in molti casi si risolva spontaneamente, può richiedere una valutazione più approfondita quando è particolarmente ampio o associato a un frenulo labiale ispessito.
Quelle indicate sono le condizioni più comuni, ma non esauriscono naturalmente il ventaglio di condizioni che possono presentarsi, che sono molteplici. Ancor di più, è importante ricordare che ogni bambino ha caratteristiche uniche e specifiche, che vanno valutate da un professionista esperto: non è possibile racchiudere tutto lo spettro dell’esistente in poche casistiche, ma solo indicarle in modo generico.
Riconoscere i primi segnali di una malocclusione e valutare i trattamenti ortodontici
I genitori svolgono un ruolo importante nell’osservare la quotidianità del bambino e nel notare eventuali anomalie. Alcuni segnali possono essere indicatori precoci di una malocclusione. La respirazione orale, ad esempio - riconoscibile dal fatto che il bambino tiene spesso la bocca aperta o russa durante il sonno - può influenzare la forma del palato e lo sviluppo delle arcate dentarie.
Anche la presenza di abitudini orali protratte nel tempo, come l’uso prolungato del ciuccio o il succhiamento del pollice, può modificare la posizione dei denti anteriori. Difficoltà nel mordere o nel masticare, una pronuncia poco chiara di alcuni suoni, sorrisi asimmetrici o movimenti mandibolari irregolari durante l’apertura e la chiusura sono altri aspetti che meritano attenzione.
Infine, nella fase della permuta, la comparsa di denti molto storti o la mancanza di spazio evidente sono indizi che possono suggerire la necessità di una valutazione ortodontica.
Come di consueto, l’approccio migliore è comunque quello di prevedere visite periodiche sin dalla più tenera età così che lo sviluppo della bocca del bambino possa essere seguito passo passo da un professionista, che potrà accorgersi di questi così come di altri problemi.
L’importanza delle visite odontoiatriche pediatriche per una diagnosi precoce
Una corretta gestione delle malocclusioni non dipende soltanto dalla tipologia del problema, ma anche dal momento in cui viene individuato. Per questo motivo come detto le visite pediatriche periodiche assumono un ruolo centrale. La valutazione da parte di un dentista specializzato permette di osservare non solo la salute dei denti, ma anche lo sviluppo delle ossa mascellari, l’andamento della permuta dentale e l'eventuale presenza di abitudini che potrebbero ostacolare la crescita corretta.
Di norma la prima valutazione ortodontica viene eseguita intorno ai 6, quando iniziano a comparire i primi denti permanenti. Questo non implica necessariamente che un trattamento debba iniziare subito, ma consente di identificare tempestivamente eventuali anomalie e programmare controlli periodici che permettano di scegliere il momento più indicato per intervenire.
Le visite regolari hanno quindi una doppia funzione: prevenire l’aggravarsi di eventuali problematiche e assicurare che ogni intervento, qualora necessario, venga eseguito nel momento di crescita più favorevole, con risultati migliori e un minore disagio per il bambino.
Trattamenti ortodontici: quando sono utili e come funzionano
I trattamenti ortodontici disponibili in età pediatrica sono diversi e vengono scelti in base all’età del bambino, alla fase di crescita e al tipo di malocclusione. Nei più piccoli trova largo impiego l’ortodonzia intercettiva, che comprende apparecchi mobili o fissi progettati per guidare la crescita delle ossa mascellari e prevenire lo sviluppo di problematiche più complesse.
Gli espansori del palato sono spesso utilizzati nei casi di palato stretto o morso inverso, perché favoriscono un ampliamento delle arcate dentarie in un periodo in cui le ossa sono ancora altamente modellabili. Gli apparecchi funzionali, invece, aiutano a migliorare la posizione della mandibola e la respirazione, soprattutto nei bambini che presentano abitudini scorrette o posture linguali alterate. Nelle fasi più avanzate dello sviluppo si può fare ricorso agli apparecchi fissi tradizionali o agli allineatori trasparenti, che permettono un allineamento preciso dei denti permanenti.
In ogni caso, la scelta del trattamento viene sempre calibrata sulle esigenze fisiologiche del bambino, considerando la sua età, il tipo di crescita e il grado di collaborazione necessario.
Riassumendo: trattamenti ortodontici nei bambini e correzione delle malocclusioni
Le malocclusioni dentali rappresentano condizioni molto diffuse nei bambini e possono manifestarsi in diverse forme, come ad esempio morso aperto, morso profondo, morso inverso, affollamento dentale o diastema. Riconoscere i segnali iniziali – come respirazione orale, difficoltà nella masticazione, abitudini orali prolungate o asimmetrie del sorriso – è fondamentale per individuare eventuali problemi in fase precoce.
Le visite periodiche presso uno studio dentistico pediatrico svolgono un ruolo essenziale, poiché permettono di monitorare lo sviluppo delle arcate dentarie e delle ossa mascellari lungo tutto il percorso di crescita. Una diagnosi tempestiva offre la possibilità di intervenire nel momento più favorevole, rendendo i trattamenti ortodontici collegati più semplici, brevi ed efficaci, garantendo al bambino uno sviluppo armonico e un sorriso sano nel tempo.
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Chi è la Dott.ssa Alessandra Tubiolo?
Il lavoro per e con i bambini come missione professionale: così prendono vita sorrisi belli e sani, fin dall’infanzia
Una volta si pensava che i denti dei bambini fossero di poca importanza e che a lavorare sulle bocche dei piccoli pazienti non si potesse fare danno, non più di tanto almeno. L’equazione denti da latte = poca importanza e poco danno era purtroppo prevalente: non l’ha mai pensata così però la dottoressa Alessandra Tubiolo, che anzi ha sempre sostenuto (e il tempo le ha dato ragione!) non solo l’importanza di agire quanto prima per curare e correggere le bocche dei piccoli pazienti, ma anche quella di avere un approccio corretto al bambino, alle sue paure e alle sue esigenze.
Una posizione forse dovuta anche ai professionisti con cui ha avuto modo di lavorare sin dall’inizio della sua carriera: laureatasi presso l’Università degli Studi di Milano con una specializzazione di Ortodonzia, fino al 1994 ha lavorato presso l’Ospedale San Raffaele, avviando nel contempo diverse consulenze e collaborazioni che l’hanno portata a comprendere e amare sempre più il lavoro per e con i bambini. Corsi di aggiornamento costanti e l’iscrizione alla Società Italiana di Ortodonzia e all’American Association of Orthodontists completano un curriculum tutto rivolto a questo campo.
Tanto che nel 1995 decide di aprire uno studio dedicato proprio ai piccoli pazienti nel cuore di Monza: non una realtà “per adulti” riadattata in chiave pediatrica, ma proprio un progetto dedicato solo a bambini e ragazzi fino all’adolescenza.